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Acufene neurologico: i sintomi che spostano il sospetto sul cervello

Apri il telefono, digiti "acufene neurologico" e ti aspetti il peggio. Prima di continuare a leggere, una cosa va detta subito: non esiste una malattia che si chiama così.

Una sala di lettura luminosa con scaffali alti e un lungo tavolo vuoto.

Apri il telefono, digiti "acufene neurologico" e ti aspetti il peggio. Prima di continuare a leggere, una cosa va detta subito: non esiste una malattia che si chiama così. È un'etichetta che si usa quando, insieme al fischio o al ronzio nelle orecchie, compaiono altri segnali che fanno venire la curiosità di guardare un po' più a fondo, dalle parti del sistema nervoso invece che solo dell'orecchio. Nella grande maggioranza dei casi, chi ha l'acufene non ha nulla del genere.

Cosa intendono i ricercatori quando parlano di segnali che spostano l'attenzione altrove? Non è mai un sintomo isolato, ma una combinazione: l'acufene che si sente solo da un lato, magari insieme a un calo dell'udito comparso all'improvviso o cresciuto nel tempo solo in quell'orecchio; capogiri o problemi di equilibrio che si aggiungono al quadro; un lato del viso che sembra meno sensibile del solito, o più debole. Preso da solo, ciascuno di questi segnali capita spesso e quasi sempre non significa nulla di preoccupante. È la combinazione, insieme e nel tempo, a incuriosire chi visita.

La storia che si racconta più spesso

Quando si parla di una possibile causa neurologica dell'acufene, il caso che torna più spesso nella letteratura è quello di una piccola escrescenza benigna che può formarsi sui nervi che collegano l'orecchio interno al cervello, quelli che si occupano di equilibrio e udito. Cresce quasi sempre molto lentamente, e in parecchi casi resta stabile per anni senza che nessuno se ne accorga. È rara: la stragrande maggioranza delle persone non la incontrerà mai.

Su questo la ricerca ha una risposta abbastanza chiara, ed è anche rassicurante: chi ha solo un fischio in un orecchio, senza nient'altro, cioè senza un calo di udito evidente da quel lato, ha una probabilità molto bassa che dietro ci sia questa escrescenza. Chi ha guardato bene la cosa, facendo risonanze a tante persone con acufene isolato da un lato, ha trovato che quasi sempre non c'è nulla. Un motivo in più per non farsi venire l'ansia solo perché il fischio si sente più forte da un orecchio che dall'altro.

Quando la risonanza serve davvero, e quando no

Qui vale la pena essere onesti: gli specialisti non la pensano tutti allo stesso modo su quando abbia senso fare una risonanza per un acufene che riguarda un solo orecchio, senza altri segni. C'è chi la considera un'opzione da valutare caso per caso, e chi tende a sconsigliarla di routine, perché raramente trova qualcosa e nel frattempo può portare a scoperte casuali che non avrebbero mai dato problemi, ma che una volta viste vanno comunque tenute d'occhio, con l'ansia che questo comporta. È uno di quei punti dove la scienza è ancora un po' in disaccordo con sé stessa, e la decisione finale resta di chi ti visita, guardando il quadro nel suo insieme, non un singolo dettaglio isolato.

Quello che invece è più condiviso: se insieme all'acufene c'è un calo di udito comparso in pochi giorni, oppure segni più netti come metà viso che si intorpidisce o un vero calo di forza da un lato, vale la pena farsi vedere senza aspettare troppo. Non perché sia probabile che sia qualcosa di serio, ma perché in questi casi muoversi prima aiuta di più, qualunque sia poi la causa. E se l'acufene ti sta pesando davvero tanto sull'umore, questo resta un ottimo motivo per parlarne con qualcuno subito, senza aspettare che passi da solo.

Quello che ancora non si sa con certezza

Manca ancora un quadro chiaro su quanto spesso, quando questa escrescenza c'è davvero, si presenti prima con l'acufene, prima con un calo dell'udito o prima con capogiri: le fonti a disposizione elencano i sintomi possibili senza dare un'idea precisa di quale arrivi per primo più spesso. È uno di quei casi in cui la ricerca ha ancora margine per capirne di più, ed è più onesto dirlo che far finta di avere già tutte le risposte.

Nel dubbio, la cosa più semplice resta parlarne con chi ti segue abitualmente: racconta da quanto tempo hai l'acufene, se riguarda un orecchio o due, se hai notato altro insieme. Non serve arrivarci con una diagnosi già pronta in testa, serve solo raccontare con calma quello che senti: è materiale sufficiente perché chi ti visita capisca se e cosa approfondire.

Domande frequenti

Cos'è l'acufene neurologico?

Non esiste una malattia chiamata acufene neurologico. È un'etichetta usata quando, insieme al fischio, compaiono altri segnali che spingono a guardare il sistema nervoso oltre all'orecchio. Nella grande maggioranza dei casi chi ha l'acufene non ha nulla del genere.

Quali sintomi fanno pensare a una causa neurologica dell'acufene?

Non un sintomo isolato ma una combinazione: acufene da un solo lato insieme a un calo dell'udito solo da quell'orecchio, capogiri o problemi di equilibrio, un lato del viso meno sensibile o più debole. Ciascun segnale da solo è frequente e quasi sempre innocuo: è la combinazione nel tempo a richiedere approfondimenti.

L'acufene in un orecchio solo può essere un neurinoma?

La causa neurologica più citata è una piccola escrescenza benigna sui nervi dell'udito e dell'equilibrio, che cresce molto lentamente ed è rara. Chi ha solo un fischio in un orecchio, senza un calo evidente dell'udito da quel lato, ha una probabilità molto bassa di averla: le risonanze fatte in questi casi quasi sempre non trovano nulla.

Serve una risonanza magnetica per l'acufene?

Per un acufene in un solo orecchio senza altri segni gli specialisti non sono d'accordo: c'è chi la valuta caso per caso e chi la sconsiglia di routine, perché trova raramente qualcosa e può portare a scoperte casuali innocue ma fonte d'ansia. La decisione spetta a chi visita, guardando il quadro completo.

Quando l'acufene con sintomi neurologici richiede una visita rapida?

Conviene farsi vedere senza aspettare se insieme all'acufene c'è un calo dell'udito comparso in pochi giorni, o segni netti come metà viso intorpidita o un calo di forza da un lato. In questi casi muoversi prima aiuta, qualunque sia la causa.

Fonti

  1. Tunkel DE, Bauer CA, Sun GH, et al. Clinical Practice Guideline: Tinnitus. Otolaryngology–Head and Neck Surgery (AAO-HNSF), 2014.
  2. National Institute for Health and Care Excellence. Tinnitus: assessment and management. NICE guideline NG155, 2020.
  3. National Institute for Health and Care Excellence. Hearing loss in adults: assessment and management. NICE guideline NG98, 2018.
  4. National Institute for Health and Care Excellence. Hearing loss in adults — Quality statement 2: Sudden onset of hearing loss. NICE quality standard QS185.
  5. Congress of Neurological Surgeons. Systematic Review and Evidence-Based Guidelines Update for the Role of Imaging in the Management of Patients With Vestibular Schwannomas, 2025.
  6. Javed A, Okoh M, Mughal Z, Javed F, Gupta K. Incidence of Vestibular Schwannoma in Patients with Unilateral Tinnitus: A Systematic Review and Meta-Analysis. Otology & Neurotology, 2023.
  7. National Institute on Deafness and Other Communication Disorders (NIDCD, NIH). Vestibular Schwannoma (Acoustic Neuroma) and Neurofibromatosis. Aggiornamento novembre 2015.

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